
INFERNO Canti IV-VI
Canti IV - V e VI
Un gran tuono risveglia il poeta. Il quale si guarda intorno e si accorge di essere aldilà dell'Acheronte, sull'orlo della voragine infernale buia e nebulosa.
Virgilio spiega che è il momento di proseguire; è pallido, perché conosce bene il tormento del luogo in cui si trovano. Il pallore di Virgilio è simbolo di pietà. Lentamente si avverte la presenza delle anime attraverso i loro sospiri che echeggiano in modo spettrale attraverso la nebbia. Virgilio spiega a Dante dove si trovano, sorpreso che non sia stato il discepolo per primo a porgere la domanda.
Dante rivolge una domanda particolare a Virgilio: chiede se mai qualcuno sia uscito dal Limbo, per avere conferma della propria fede; Cristo, infatti, era sceso agli inferi tra la morte e la resurrezione. Virgilio dà conferma e spiega al discepolo che Cristo era sceso e aveva fatto uscire i grandi padri dell'Antico Testamento.
Entrano in scena i grandi poeti dell'antichità: Omero, Orazio, Ovidio, Lucano. Virgilio si accosta a loro e discorre amabilmente.
Dante e Virgilio scendono nell'Alto Inferno e giungono precisamente nel terzo cerchio, dove risiedono le anime dei golosi. Qui, sotto una pioggia sporca, mista a grandine, fango e neve, i dannati sono tormentai dai graffi e dai morsi di Cerbero, il custode del luogo con le sembianze di un cane a tre teste. In questo canto Dante incontra Ciacco, unica anima a prendere parola, il quale annuncia il futuro politico di Firenze
Dante e Virgilio si spostano in un luogo tenebroso dove una bufera trascina le anime dei dannati. Pianti, lamenti, strida, bestemmie si sentono provenire dai peccatori che Dante comprende essere i "peccator carnali", ovvero i lussuriosi. Virgilio indica a Dante alcuni personaggi del passato che si trovano in questo luogo: Semiramide, Cleopatra, Elena, Paride, Tristano. Ma l'attenzione del poeta è attratta da due anime che volano insieme: sono Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Dante li invita ad avvicinarsi e Francesca narra la loro storia: il cuore gentile di Francesca fece innamorare Paolo, attratto anche dalla bellezza della donna che a sua volta, si innamorò di lui perché Amore pretende che chi è amato contraccambi l'amore. Questa loro colpevolezza condusse entrambi ad una stessa morte: il marito di Francesca, Gianciotto, scoperto l'inganno e nel tentativo di uccidere Paolo trafisse con la spada anche Francesca che volle fargli scudo con il suo corpo.
Dante vorrebbe sapere come si dichiararono il loro amore e Francesca racconta di come un giorno stessero leggendo dell'amore di Lancillotto e quando lessero del bacio dato a Ginevra, anche Paolo la baciò "tutto tremante". Al termine del racconto, mentre Paolo piange, Dante sviene per la troppa commozione.
